Divinea – Wine Suite finisce sulla rivista I Grandi Vini. In questo breve articolo, abbiamo esaminato il panorama del vino italiano nel 2023, un anno che ha visto una chiara contrazione in tutti gli aspetti cruciali dell’industria: produzione, consumo ed export.

Come prepararsi quindi in vista della questa stagione 2024? Ce lo racconta in un’intervista Matteo Ranghetti, CEO di Divinea – Wine Suite.

Intervista a Matteo Ranghetti:

I dati lo confermano, il 2023 per l’Italia del vino è stato un anno di contrazione.

Produzione, consumo, export: tutti aspetti che hanno registrato segno meno. Anche le previsioni per il futuro non sono rosee, con una tendenza di calo dei consumi che coinvolge sempre più il nostro paese ma non solo.

In questo contesto, quali sono le possibilità per il produttore di vino? “L’enoturismo è sicuramente un aspetto primario su cui puntare.” A parlare è Matteo Ranghetti CEO di Divinea.

Siamo fortunati, lo sappiamo, il nostro è uno dei paesi in cui paesaggio e territorio hanno tanto da offrire. Parallelamente, questo è in un momento in cui l’interesse verso i viaggi incentrati sulla food & wine experience è in netta crescita. Ma fino a che punto l’enoturismo può essere di supporto?

“Un esempio su tutti è la Napa Valley. Qui 2/3 del vino prodotto viene venduto direttamente al consumatore finale in cantina. Il direct to consumer ha quindi un’indubbia centralità per il business – con i vantaggi sui ricavi che ne derivano – diversamente dal ruolo marginale che ha prevalentemente in Italia. In Italia purtroppo l’enoturismo non è ancora adeguatamente considerato come l’opportunità di business e di fidelizzazione quale è.”

Prosegue Matteo “L’enoturismo, se gestito bene, fa vendere meglio, con più guadagno, incassando subito il prezzo di vendita, con fidelizzazione e continuità. Vendendo in cantina aumenta inoltre il valore percepito del brand, questo valore rimane e va ad accrescere il valore totale del marchio sul mercato.” Conclude Matteo

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