La IV edizione del Wine Tech Symposium è stata un’opportunità unica per esplorare uno degli aspetti più rilevanti nel panorama vitivinicolo: la sostenibilità. Un tema che si è reso protagonista all’interno di un dialogo che ha coinvolto esperti del settore come: Maddalena Schiavone (Slow Wine), Igor Boccardo (Genagricola), Tommaso Tedeschi (3Bee), Girolamo Varia (Planeta Vini) e Emanuele Kottakhs (Jamin Portofino).

I cambiamenti climatici e l’attenzione crescente verso la sostenibilità stanno plasmando l’industria vinicola in tutto il mondo. In questo contesto, diversi attori stanno adottando modelli e processi sostenibili che coinvolgono la vigna, la cantina e la distribuzione del vino. Nel corso di questo articolo, esploreremo le diverse prospettive dei presenti durante l’evento sulla sostenibilità nel settore vinicolo.

INDICE DEI CONTENUTI

Slow Wine Coalition e l’approccio olistico alla sostenibilità

Il Primo Talk del pomeriggio si è concentrato sulla tematica dell’industria vinicola e quanto essa sia profondamente radicata e connessa con il territorio e l’ambiente circostante. La sostenibilità in questo contesto va oltre la mera riduzione dell’impatto ambientale ma coinvolge anche aspetti sociali ed economici. Maddalena Schiavone, rappresentante di Slow Wine Coalition, evidenzia l’importanza di promuovere la biodiversità, affrontare le sfide climatiche e favorire l’inclusione nel mondo del vino. Questo approccio olistico è cruciale per preservare il legame tra il territorio e la produzione di vino.

Slow Wine Coalition è l’esempio lampante di come la sostenibilità possa essere affrontata in modo completo. “Essa crea una comunità internazionale che coinvolge consumatori, viticoltori e professionisti, promuovendo la biodiversità e l’agroecologia. Nello specifico, attraverso progetti come Heritage Wines of Turkey, la Slow Wine Coalition si impegna attivamente a preservare le varietà di uve autoctone, coinvolgendo produttori di uva e produttori di vino per garantire la sostenibilità economica dei territori viticoli.

People, Planet e Profit: il punto di vista di Genagricola

Igor Boccardo, Amministratore delegato di Genagricola SpA, holding agroalimentare di Generali Italia, aggiunge altri tasselli e condivide la visione e gli sforzi del gruppo nel perseguire un approccio a 360 gradi alla sostenibilità, coinvolgendo gli aspetti di People, Planet e Profit

Con una storia di oltre 170 anni alle spalle, l’azienda è molto attenta alla variabile People tanto che “dedica diverse decine di migliaia di euro ogni anno alla formazione, promuovendo un approccio responsabile alla sicurezza sul lavoro attraverso l’utilizzo di tecnologie, come i sensori che segnalano incidenti nei campi” dice Boccardo. 

Un secondo aspetto tangibile della sostenibilità è poi certamente rappresentato dalla parte di Planet. In questo caso Boccardo sottolinea il concetto di circolarità e il ruolo dell’agricoltura e della viticoltura nel ridurre le emissioni di CO2 “con l’obiettivo di cambiare la percezione negativa che spesso circonda il settore agricolo”. Per questo l’azienda da anni è attenta a investire in progetti significativi nel campo dell’agricoltura 4.0

Introduce infine il terzo elemento per chiudere il cerchio: l’aspetto Profit. Tale componente della sostenibilità e della biodiversità viene affrontata con responsabilità, tanto che per Boccardo è “necessario cifrare le azioni sostenibili, perché senza i numeri non sappiamo quanto e se stiamo migliorando”. Il Gruppo si impegna infatti al costante miglioramento, a ottenere certificazioni da enti terzi per garantire la trasparenza delle azioni intraprese proprio perché la sostenibilità “non dovrebbe essere considerata un costo, ma piuttosto un vero e proprio investimento ”.

A conclusione dell’intervento, Boccardo riserva un’ultima considerazione sull’importanza della biodiversità. “Abbiamo anche una Mission un dovere che è dare valore al territorio in cui operiamo, dare valore al territorio significa anche incrementare e difendere la biodiversità. Dobbiamo custodire un territorio dando valore a quel territorio e dare valore significa avere un territorio vivo e per avere territori vivi serve avere tanta biodiversità”.

Biodiversità e tecnologia di 3Bee per una viticoltura sostenibile

Così, come in un assist a Igor Boccardo, interviene Tommaso Tedeschi di 3Bee, azienda italiana che opera sul mercato europeo con “progetti volti alla tutela, alla rigenerazione e al monitoraggio della biodiversità tramite nuove tecnologie”.

Uno degli ultimi progetti nati è Element-E, il primo indice di biodiversità certificato, sviluppato insieme a diversi centri di ricerca. Il protocollo sfrutta due tecnologie, Flora e Spectrum, utili a valutare la biodiversità vegetale e animale. La soluzione innovativa di 3Bee permette alle aziende di ottenere una certificazione oggettiva basata sulla tecnologia e di includere KPI tangibili e misurabili all’interno del proprio bilancio di sostenibilità. 

La digitalizzazione dei dati consente infatti una comunicazione trasparente che contribuisce a sensibilizzare intorno alla tematica della biodiversità e della gestione responsabile degli habitat naturali.

Il contributo di Planeta alla sostenibilità

Spostandoci in Sicilia da Girolamo Varia, Business Strategy, Planning and Analysis Manager di Planeta, apprendiamo il profondo impegno dell’azienda nel promuovere la sostenibilità territoriale, considerando i progetti implementati negli ultimi anni ed il loro successo. L’azienda, attiva dal 1600 e rinomata dal 1995, ha investito precocemente nell’enoturismo, creando un ampio reparto di ospitalità.

Durante il suo intervento, Varia illustra le varie iniziative di Planeta nel tempo, tra cui “il progetto Serra Ferdinandea, gestito con il metodo biodinamico. La tenuta, situata tra Sciacca e Sambuca, si estende su 100 ettari con 50 dedicati a bosco e 17 a vigneto con varietà di vitigni francesi e siciliani. Il progetto, avviato cinque anni fa, ha già mostrato un aumento del 30% di volatili e del 25% di insetti rispetto agli impianti convenzionali/biologici”. Risultati certamente promettenti in termini di biodiversità e riduzione dei costi di difesa patologica.

Gli investimenti in nuovi progetti e la costante valorizzazione del territorio sono alla base di una visione che guarda al futuro della viticoltura con responsabilità e innovazione. Varia infatti conclude il suo intervento sottolineando l’importanza di “continuare a implementare pratiche sostenibili per il bene dell’ambiente e della qualità del vino”. 

Affinamento Subacqueo: Il progetto Underwaterwines di Jamin

Al termine della mattinata interviene Emanuele Kottakhs, che si occupa dello sviluppo commerciale dell’azienda Jamin e da cui emerge una prospettiva unica sulla sostenibilità nel mondo dell’enoturismo: “Underwaterwines”. Questo progetto offre una visione innovativa e alternativa al processo tradizionale di affinamento in cantina.

La sostenibilità, nel caso di Underwaterwines, si fonda su un approccio scientifico e territoriale. “Il progetto è nato nel 2008 con un chiaro obiettivo: diventare un consorzio che normi le pratiche di sostenibilità nell’utilizzo delle risorse naturali, offrendo contemporaneamente un’esperienza vinicola di alta qualità” dice Kottakhs.

Il termine “Underwaterwines” è stato coniato per rappresentare il processo di affinamento subacqueo che caratterizza l’azienda. Un processo con solide basi scientifiche, che è essenziale per garantire la qualità del prodotto. Infatti, in questo caso, la sostenibilità si mescola con l’aspetto ambientale e si estende alla qualità del prodotto finale. Il “cantinale sott’acqua” diventa un ambiente ideale per l’affinamento sostenibile dei vini. La temperatura costante, l’assenza di luce e la pressione contraria del fondale offrono condizioni ottimali per la conservazione. Questo si traduce in una riduzione significativa dell’impatto di CO2 rispetto alle pratiche di cantina tradizionale.

In conclusione, Underwater Wines rappresenta un esempio illuminante di come la sostenibilità possa essere integrata con successo nell’enoturismo, portando innovazione, qualità e consapevolezza ambientale a nuovi livelli.

Alla ricerca di un futuro sostenibile nel mondo del vino

Il Wine Tech Symposium 2023 ha tracciato una mappa attraverso le profondità della sostenibilità nel mondo del vino, esplorando le prospettive di esperti di settore che si sono riuniti per condividere idee e approfondimenti preziosi su una tematica così importante.

Attraverso le voci autorevoli dei relatori abbiamo ottenuto una panoramica completa delle iniziative sostenibili che stanno prendendo forma, coinvolgendo la vigna, la cantina e la distribuzione del vino. L’evento ha così aperto una nuova chiave di lettura con una sostenibilità fondamentale per preservare la biodiversità, garantire la qualità del vino e costruire un legame duraturo tra territorio e produzione. 

Il mondo del vino si impegna così a tracciare nuove strade guardando alla sostenibilità come investimento e non come costo.

 

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