L’intervento al Wine Tech Symposium 2025 di Lavinia Furlani, Presidente di Wine Meridian e co-founder del Wine Tourism Hub, si è concentrato su un messaggio specifico: “Nel vino possiamo scegliere. E quando scegliamo, vediamo i risultati.”
Al centro del suo intervento c’erano soprattutto le persone che fanno enoturismo: titolari, hospitality manager, addetti all’accoglienza, team di vendita. È lì che si gioca la partita. Il Wine Tourism Hub nasce proprio per accompagnare queste figure nel passaggio dall’improvvisazione al metodo. E questo aiuta le cantine a trasformare le esperienze in cantina in risultati concreti, misurabili, sostenibili.
Indice dei contenuti:
- Come gestire al meglio i visitatori che vengano in cantina
- Le persone come vero vantaggio competitivo dell’enoturismo
- Dal campo alla carta: il Manuale dell’Enoturismo Italiano
- Scegliere l’enoturismo, non subirlo
Come gestire al meglio i visitatori che vengono in cantina
Lavinia ha condiviso alcune delle domande che le cantine pongono più spesso: “Come porto più visitatori?”, “Come aumento le vendite dirette?”, “Come faccio a far percepire meglio i miei valori?”. Domande legittime, ma che spesso rischiano di spostare lo sguardo solo sulla quantità. La provocazione di Wine Tourism Hub è, di fatto, ribaltare il punto di vista: prima di volere “più”, siamo sicuri di star gestendo al meglio chi già viene in cantina?
Nel lavoro di consulenza degli ultimi due anni, il network ha incontrato aziende con eventi affollatissimi, ma con un problema semplice e drammatico: all’uscita, pochi ricordavano il nome della cantina o un vino in particolare. Altre realtà venivano percepite come “troppo care” o “distanti”, non tanto per i listini, quanto perché il team non riusciva a trasmettere i valori e la storia dell’azienda con la stessa chiarezza del titolare. In altri casi ancora, i numeri delle visite erano ottimi ma il wine shop non performava: mancavano processi, layout studiato e momenti pensati per accompagnare il cliente verso l’acquisto.
Spesso il nodo non è il territorio o l’offerta, ma il “come”: come si accoglie, come si racconta, come si chiede un feedback o una recensione, come si introduce la vendita in maniera naturale e non invasiva. L’enoturismo cresce quando passa da evento fine a se stesso a percorso strutturato, dove ogni contatto ha un senso e un seguito.
Ascolta l’intervento completo di Lavinia Furlani al Wine Tech Symposium 2025
Le persone come vero vantaggio competitivo dell’enoturismo
Un filo rosso attraversa tutti i casi raccontati da Lavinia: il fattore umano. In molte cantine il problema non è la mancanza di idee o di investimenti, ma il fatto che il team non sia messo nelle condizioni di esprimere al meglio il proprio ruolo. Ci sono persone bravissime nel racconto ma si blocca quando si tratta di vendere, come se la vendita snobilitasse il profilo professionale. C’è chi accoglie benissimo i visitatori, ma non ha nessuna strategia per trasformare un “grazie, è stato bellissimo” in una recensione online. Altri ancora che organizzano esperienze impeccabili ma non collegano mai quell’esperienza a un invito alla ri-visita, all’iscrizione a una newsletter, a un Wine Club.
Il lavoro del Wine Tourism Hub è intervenire proprio qui. Dare strumenti, linguaggi, esempi concreti. Lavorare sul layout del punto vendita, sulla progettazione dei momenti di racconto, sulla gestione del tempo e del gruppo durante una visita. Soprattutto, accompagnare il team a vivere la vendita come parte naturale dell’esperienza in cantina: per chi viene a trovarti, acquistare vino non è un disturbo, è quasi fisiologico, se l’accoglienza è stata autentica e ben costruita.
Dal campo alla carta: il Manuale dell’Enoturismo Italiano
Dopo due anni trascorsi a lavorare direttamente dentro le aziende, Wine Tourism Hub, realtà nata dalla collaborazione tra Wine Suite e Wine Meridian, ha sentito la necessità di organizzare e valorizzare tutto ciò che l’esperienza sul campo aveva fatto emergere. È nato così il “Manuale dell’enoturismo italiano: Dall’improvvisazione al metodo”, scritto a più mani da professionisti che ogni giorno affiancano le cantine nel loro sviluppo enoturistico.
Non è un libro da leggere una volta e riporre in libreria, ma uno strumento pratico e operativo. Sono compresi infatti schemi, spunti di riflessione, esempi, domande guida per capire dove e come si può migliorare e quali risorse valorizzare e come metterle davvero a sistema.
Come dice Lavinia: “Non possiamo darvi le ricette perfette, perché gli ingredienti sono nelle vostre aziende. Ma possiamo aiutarvi ad avere il metodo.”
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Scegliere l’enoturismo per farlo crescere
Lavinia Furlani ha portato un messaggio semplice e potente durante il suo intervento: l’enoturismo cresce quando lo si sceglie, non quando lo si spera. Se credi, vedi. Se scegli, cambi. Un invito rivolto a tutte le cantine: investire nelle persone, nel metodo e nella formazione.
L’enoturismo non è più infatti una moda passeggera, né un “extra” da gestire quando avanza tempo. È un pezzo fondamentale del futuro delle cantine italiane. Ma perché funzioni davvero, va scelto, strutturato, guidato da persone preparate e supportato da partner che portano metodo e visione.
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